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Fluidodinamica della Turbolenza ·
· INTRODUZIONE ALLA TURBOLENZA ·
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INQUADRAMENTO DEL PROLEMA ·
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INQUADRAMENTO DEL PROLEMA Il moto dei fluidi è un fenomeno la cui descrizione e l’inquadramento matematico sono particolarmente complessi. La natura offre diversi spunti per osservare il moto di un fluido. Un esperimento facilmente riproducibile è il seguente: si bruci uno stecchino o una striscia di cartone in un ambiente tranquillo; il fumo da essi prodotto salirà sotto forma di una colonna di fluido che, percorso un certo tratto, si sfrangerà originando un moto caotico. Nel primo tratto il flusso è di tipo laminare, nel secondo tratto è di tipo turbolento. In realtà esiste anche una zona di estensione più o meno limitata in cui il flusso sarà di transizione, ossia né turbolento completamente sviluppato, né puramente laminare. Questo esperimento evidenzierà le differenze fra i due tipi di moto in maniera esaustiva. Lo studio della turbolenza è la branca fra le più complesse della fluidodinamica, oggetto tuttora di studi, ricerche e dibattiti nel mondo accademico a livello mondiale. Un flusso turbolento è caratterizzato dalla sua instabilità intrinseca, per cui attrito, perdite di pressione, rumorosità saranno più grandi rispetto al caso di un flusso laminare, da cui la necessità di approfondire le conoscenze in merito per migliorare i progetti di aerei, autovetture, navi e ponti. I
meccanismi di transizione e sviluppo della turbolenza non sono al giorno
d’oggi del tutto chiari. I metodi di calcolo classicamente adottati per lo
studio del moto dei fluidi, quali moti potenziali e metodo dei pannelli, non
risultano essere validi nel momento in cui si approcci lo studio della
turbolenza. L’unico modo per predire il comportamento di un flusso turbolento
è quello di eseguire esperimenti o di lanciare simulazioni numeriche. Le
tecniche sperimentali sono estremamente costose in termini di attrezzature e
tempo richiesto, per cui vengono impiegate nei casi di effettiva necessità,
legata, quest’ultima, sempre al costo dell’opera. L’analisi numerica presuppone la formulazione matematica di un
problema, e richiede anch’essa personale adeguato e risorse computazionali
notevoli. Dal punto di vista matematico, si è ben lontani dall’avere un
modello universalmente valido (ed accettato). I modelli attualmente in uso
sono spesso dipendenti dal tipo di problema in esame e sono sensibili al grid
adottato nella soluzione numerica, per cui si hanno problemi di scelta di un
adeguato modello di turbolenza, di convergenza degli schemi numerici, di
tempi di calcolo decisamente lunghi. Tuttavia, la modellazione di flussi 3D
con tecniche di simulazione della turbolenza è quotidianamente usata nei
reparti di progettazione dell’industria aerospaziale, ed è entrata nel
settore automobilistico, dapprima per i problemi di aerodinamica esterna, poi
per problemi di flussi nei condotti dei motori. L’analisi
CFD dei problemi di turbolenza risulta essere sicuramente più economica della
sperimentazione. Per alcuni problemi, come ad esempio il moto dei fluidi nei
condotti di aspirazione dei motori, è l’unico mezzo per trarre informazioni
quantitative sul flusso; per altri, il vantaggio economico rispetto alla
sperimentazione sta crescendo sempre più. La
ricerca, allo stato attuale, è orientata verso una miglior comprensione dei
fenomeni relativi alla turbolenza, un inquadramento matematico più preciso ed
una più rapida convergenza dei solutori. |
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