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Modellistica Meccanica e Simulazione dei Processi ·
· CONDUZIONE TERMICA INSTAZIONARIA IN
UN CILINDRO OMOGENEO E · ISOTROPO ·
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EQUAZIONE DELLA
CONDUZIONE TERMICA ·
Parametri
adimensionali nello studio della conduzione termica ·
Problema
del Cilindro Omogeneo ed Isotropo ·
·
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EQUAZIONE DELLA CONDUZIONE TERMICA
Il
problema fisico della conduzione termica è retto da un'equazione
differenziale lineare alle derivate parziali non omogenea che si ottiene a
partire da una legge generale e da un’equazione costitutiva: la prima è
ottenuta a partire dal primo principio della termodinamica e la seconda,
invece, è ottenuta dall’osservazione fisica del fenomeno ed è poi avvalorata
dal postulato di produzione entropica. Il
procedimento logico che porta alla derivazione dell’equazione generale della
conduzione, come accennato, è basato sull'applicazione del primo principio ad
un volume di controllo che sia interessato da soli scambi termici conduttivi;
si deduce facilmente che deve essere: Flusso
termico + Generazione interna
= Variazione nel tempo Conduttivo di calore dell'energia interna essendo
lo scambio di lavoro fra il volume di controllo e l'ambiente nullo in quanto
si è nell’ambito della Trasmissione del Calore. A questo punto di ottiene:
dove
il primo addendo al primo membro della (1) rappresenta la potenza termica netta
scambiata per conduzione attraverso il volume di controllo fissato, essendo F il vettore flusso termico; il secondo
addendo è il termine rappresentativo della generazione interna di potenza
termica con G = G(r,t) generazione volumetrica di potenza termica; al
secondo membro è invece indicata la variazione di energia interna nel tempo
all'interno del volume di controllo. Applicando il teorema di Gauss-Green si
ha che:
sostituendo
(2) in (1):
riordinando,
tenendo conto della linearità dell'operatore integrale:
poiché
l'integrale (4) è nullo qualunque sia il dominio di integrazione allora, invocando
un fondamentale teorema dell'analisi, di non banale dimostrazione, il campo
scalare integrando deve essere
necessariamente nullo per cui:
A partire dall’equazione generale per raggiungere la chiusura del problema è necessario introdurre un’equazione costitutiva che leghi il flusso termico alla campo termico: funziona molto bene, a tal proposito, il postulato di Fourier che nell’ipotesi di mezzo isotropo si scrive:
il
quale, come già detto, è frutto dell’osservazione fisica ma è fortemente
avvalorato dal postulato di produzione entropica: si può dimostrare, infatti,
che il postulato di Fourier soddisfa il postulato di produzione dell’entropia
(vedi l’articoli “Reologia dei Fluidi Newtoniani” di V. D’Alessandro
su www.ingegneriameccanica.net). Sostituendo la (4,b) in (4,a) si
ottiene:
che
nell'ipotesi di mezzo omogeneo:
La
(5) è l'equazione fondamentale che regge il problema il della conduzione
termica, in seguito si farà riferimento a sole casistiche in cui la
generazione di calore è assente perciò la (6) si riduce ad un'equazione di
Fourier:
La
soluzione della (7) consente di determinare il campo termico all'interno del
dominio in esame, e di calcolare quindi il flusso termico attraverso le superfici. In
generale per le equazioni a derivate parziali e, quindi, anche per
l’equazione della conduzione, non è possibile ricavare una soluzione per via
analitica ed i metodi di integrazione analitica disponibili (come la tecnica
di separazione delle variabili) sono di limitata applicabilità. Peraltro,
anche in casi in cui si conosca un’integrale generale, non è detto che si
riesca a determinare un integrale particolare. Per ottenere quest’ultimo,
infatti, bisognerà assegnare opportune condizioni al contorno sulla
temperatura (e/o sulle sue derivate) alla frontiera del dominio. L’integrale
generale, inoltre, dipende da funzioni arbitrarie (e non da costanti
arbitrarie, come accade per le equazioni differenziali ordinarie), di modo
che l’imposizione delle condizioni comporterà la risoluzione di problemi
matematici, in generale, estremamente complicati. Di conseguenza, dal punto
di vista teorico, ci si deve accontentare di studiare solamente l’esistenza e l’unicità della soluzione di una equazione a derivate parziali. Le
considerazioni appena svolte sono progenitrici dell’importanza di disporre di
metodi numerici. In
questa breve trattazione, però, l’obiettivo è quello di trovare una soluzione
della (7) la quale sarà trovata sotto opportune ipotesi semplificative che
saranno spiegate meglio in seguito. Le condizioni al contorno che si possono
porre per un problema differenziale come quello della conduzione termica sono
essenzialmente di 3 tipi e, nell’ambito della Trasmissione del Calore, si
classificano come segue. ·
Condizioni
al contorno del primo tipo (o di Dirichlet): Si
ha quando è fissata la temperatura sulla superficie del dominio; nel caso
generale la temperatura è funzione sia del tempo che dello spazio:
Casi
particolari della (7,a) si hanno se la temperatura è funzione solo della
posizione o solo del tempo o, ancor più semplicemente è una costante. ·
Condizioni
al contorno del secondo tipo (o di Neumann): Si
ha quando è fissata la derivata normale della temperatura sulla superficie
del dominio, tale derivata può essere funzione sia del tempo che dello
spazio:
tale
condizione al contorno equivale a fissare il flusso termico attraverso la superficie
del dominio di integrazione dell'equazione. In particolare è:
se il corpo è termicamente isolato. Un esempio pratico di condizione al contorno di II tipo si ha a regime in un conduttore percorso da corrente elettrica. Sulla superficie del conduttore vi è un flusso di calore imposto dalla generazione interna per effetto Joule. La stessa cosa si può avere sulla superficie di un elemento di combustibile nucleare sede di processi di fissione. ·
Condizione
al contorno di terzo tipo (o di Robin): Si
ha quando è fissata una combinazione lineare fra la temperatura della
superficie e la derivata normale alla superficie stessa:
Fisicamente
ciò significa che vi è trasmissione del calore per convezione, in accordo con
la legge di Newton, fra le superfici del corpo e il mezzo esterno (fluido) la
cui temperatura tf
può variare sia con il tempo sia la posizione lungo la superficie. I
tre tipi di condizioni al contorno di cui si è appena detto coprono la
maggior parte delle possibili casistiche associate agli scambi termici
conduttivi e hanno la fondamentale proprietà di essere condizioni al contorno
lineari. Parametri adimensionali nello studio della
conduzione termica
Nei
problemi di Trasmissione del Calore, e nella Fisica Tecnica in generale, è
utile ricorrere all'introduzione di gruppi adimensionali in modo da ridurre
il numero di variabili in gioco e produrre una maggiore generalità nei
risultati ottenuti. Si definiscono quindi, nell'ambito della conduzione
termica, le seguenti variabili adimensionali: Coordinata adimensionale:
Temperatura adimensionale:
Numero di Biot:
Numero di Fourier o tempo
adimensionale:
Il
significato fisico del numero di Fourier si può facilmente ricavare
scrivendo:
esso
il rappresenta il rapporto fra la quantità di calore trasmessa per conduzione
nel tempo t attraverso lo strato di spessore L e volume L3 sotto
una differenza di temperatura unitaria e la capacità termica dello strato
stesso; maggiore è il numero di Fourier maggiore è la penetrazione di calore
nel corpo in un determinato intervallo di tempo. Il
significato fisico del numero di Biot si ottiene, analogamente al numero di
Fourier, manipolandone l'espressione, infatti:
esso
esprime, quindi, il rapporto fra la resistenza termica unitaria conduttiva e
quella convettiva. Il numero di Bi, infatti, esprime un criterio per
stabilire fino a che punto sia lecito considerare la distribuzione di
temperatura uniforme in un corpo nei problemi di scambio termico in regime
variabile, cioè il numero di Biot determina il campo di applicabilità del
cosiddetto approccio a parametri concentrati. L'approccio
a parametri concentrati è difatti applicabile nella condizione:
Problema del Cilindro Omogeneo ed Isotropo
L’obiettivo
del paragrafo è quello di ricavare la distribuzione di temperatura in un
cilindro infinito costituito da materiale omogeneo ed isotropo in assenza di
generazione interna di calore inizialmente a temperatura uniforme e costante
e, successivamente, portato in maniera impulsiva sulla sua superficie
laterale ad una temperatura inferiore a quella iniziale. Si assume inoltre
che sia valida la condizione:
in
modo da poter trascurale lo scambio termico convettivo del cilindro con
l’esterno. Il problema fisico brevemente descritto trova la seguente
formulazione analitica:
La
soluzione del problema differenziale sopra
esposto può essere trovata con
il metodo di separazione delle variabili, nell’applicazione di tale metodo è
sempre conveniente avere condizioni al contorno omogenee perciò in tale
ottica è utile porre:
alla
luce della (9) l’equazione (8) e le sue condizioni al contorno diventano:
L’obiettivo
che ci si pone è quella di trovare la soluzione della (10) nella forma:
sostituendo
(11) in (10) si ottiene:
la
(12) può essere soddisfatta se e solo se entrambi i suoi membri sono uguali ad
una medesima costante essendo essi connessi a due variabili reciprocamente
indipendenti; per coerenza fisica con il problema in esame, inoltre, è
necessario che tale costante sia negativa: dovendo il cilindro smaltire
l’eccesso di temperatura in esso presente. Si ottiene quindi:
La
(13) è un’equazione di Bessel di ordine zero: le soluzioni di tale equazione
si dicono funzioni cilindriche e fra tali funzioni si annoverano le funzioni
di Bessel di prima e seconda specie e le funzioni di Henkel; in tale
trattazione si farà riferimento alle sole funzioni di Bessel di primo ordine
e di prima specie. Una generica soluzione della (13) è:
nella
(15) J0(br)
è la funzione di Bessel di primo ordine e prima specie ed definita come
segue:
La
soluzione della (14) è invece:
sostituendo
(14) e (16) in (11) si ottiene:
la
(17) deve soddisfare la condizione al contorno per cui:
dove
ln
sono gli zeri positivi ordinati in maniera crescente di J0(br). La costante arbitraria β, che si è
introdotta per necessità analitica, in definitiva è connessa agli zeri della
funzione di Bessel di prima specie e di ordine zero ed al raggio del
cilindro:
la
(18) rappresenta una insieme numerabile di soluzioni particolari
dell’equazione che governa il problema e da esse si parte per ottenere
l’integrale della generale della (8) che può essere scritto come combinazione
lineare delle (18):
Sulla
(19) può essere finalmente imposta la condizione iniziale di temperatura
uniforme da cui si ottiene:
la
(20) può essere sfruttata per ottenere i coefficienti dello sviluppo in
serie, infatti, per le funzioni di Bessel vale la seguente proprietà di
ortogonalità:
La (21) per funzioni di Bessel di ordine zero diviene banalmente:
Operando il cambio di variabile x = r/R si può scrivere:
La
(23) gioca un ruolo di primo piano nel calcolo dei coefficienti An
infatti moltiplicando entrambi i membri della (20) per
ed
integrando nell’intervallo [0,R] si ottiene:
si
deve precisare che è possibile l’invertibilità di serie ed integrale è
possibile in quanto sono soddisfatte le ipotesi dei teoremi che regolano tale
passaggio. Essendo inoltre:
e
allora
per le funzioni di ordine zero deve essere:
invece operando il cambio di variabile x = r/R nella (26) si ottiene per n = 1:
Tenendo
conto della (23) e della (28) allora l’equazione (24) diventa:
da
semplici calcoli algebrici e tendendo conto che J1(0) = 1 a partire
dalla (29) si ottiene l’espressione dei coefficienti An:
Sostituendo
(30) in (24) si arriva all’integrale del problema differenziale posto in
inizio di paragrafo:
è
banale, a questo punto, arrivare alla formulazione adimensionale della
distribuzione di temperatura nel dominio in esame:
Il
flusso termico, invece, è ottenibile direttamente dal postulato di Fourier:
Gli
sviluppi in serie che compaiono nelle soluzioni dell’equazione di Fourier non
sono molto affini all’utilizzo nella pratica ingegneristica, infatti, è
consolidata l’abitudine di troncare gli sviluppi in serie al primo ordine per renderli più maneggevoli in quanto per
F0 >
0.2 l’errore che si commette è inferiore al 2%. |
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