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TEOREMA DI BUCKINGHAM ·
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INTRODUZIONE
L’analisi
dimensionale riveste un ruolo particolare nel campo della fluidodinamica in
quanto introduce i mezzi necessari ad effettuare lo studio adimensionalizzato
dei fenomeni fluidodinamici. Nell’ambito della fluidodinamica classica
l’adimensionalizzazione delle variabili fisiche è utile per isolare parametri
(numeri puri) importanti per determinare le caratteristiche di un certo
problema. Essa consente, inoltre, di scalare la dimensionalità di un
problema, rendendone più semplice la risoluzione o –almeno- l’inquadramento
matematico. Inoltre torna utile nella fluidodinamica numerica. Nel
sistema MKS le unità di misura fondamentali sono: · Metro, per le lunghezze · Kilogrammo, per le masse · Secondo, per i tempi Ci
sono poi grandezze di tipo elettrico, ma non interessano la fluidodinamica
classica per cui non verranno qua presi in considerazione. Esistono anche
grandezze di tipo derivato, quali, ad esempio, il Newton per le forze,
ma anche velocità, densità, etc. Le grandezze di tipo derivato sono – per
l’appunto – derivate da quelle fondamentali. Da un punto di vista di analisi
dimensionale le grandezze fondamentali vengono espresse in termini di
lunghezza [L], tempo [T], massa [M]. Alla
luce di questa definizione, le grandezze di tipo derivato di uso più comune avranno
espressione data dal prodotto delle
grandezze di tipo fondamentale elevate ciascuna ad un appropriato esponente.
Esempio: forza
(N) F=ma, massa
(kg) = [M], accelerazione
(m/s2)= [L][T]-2, Þ [F]=[M][L][T]-2. In
maniera analoga si procede per tutte le altre entità. TEOREMA DI BUCKINGHAM
Da
un punto di vista fisico una equazione ha senso se è dimensionalmente
omogenea, ossia se le dimensioni che compaiono in tutte le sue componenti sono
omogenee. E’ possibile esprimere una qualunque relazione fisica in termini
adimensionali. Una grandezza adimensionale non ha, per definizione,
dimensioni. E’ quindi un numero puro, essendo il rapporto fra grandezze
dimensionalmente omogenee. Il teorema P, detto anche teorema di
Buckingham, consente di scalare la dimensionalità di un problema. Una
qualunque funzione di n variabili:
può
essere espressa in termini di (n-k) prodotti P:
Nella
Eq. (2) ciascun prodotto P è una combinazione adimensionale di una n-pla
arbitraria di k variabili linearmente indipendenti. E’ possibile perciò
scrivere:
Nella
Eq. (3) la variabile k rappresenta il numero di dimensioni fondamentali
richieste per descrivere il problema. Si applica adesso il teorema P alla
fluidodinamica. Si
considerino le forze agenti sulla superficie di un corpo. Esse sono
proporzionali a velocità v, densità r, dimensioni fisiche del
corpo l, viscosità del fluido m, velocità del suono a nel
fluido considerato. E’ possibile quindi scrivere la relazione:
Riscrivendo
la Eq. (4) nella forma data da Eq. (2)
e
considerate le seguenti adimensionalizzazioni: · forza: F= [M][L][T]-2 · densità: r= [M][L]-3 · velocità: v= [L][T]-1 · lunghezza
caratteristica: l= [L] · velocità
del suono: a= [L][T]-1 · coefficiente
di viscosità dinamica: m= [M][L]-1[T]-1 si
hanno sei variabili e tre grandezze fondamentali, di conseguenza ci saranno
tre prodotti P. Scegliendo quale nuova terna di riferimento r, v, l, i
prodotti P sono:
Il
teorema di Buckingham assicura che i prodotti su riportati possono essere
adimensionalizzati. Si consideri la forma Fravblc.
Il prodotto P1 in termini dimensionali ha forma:
Gli
esponenti di M,L,T devono essere nulli. Ciò porta al seguente sistema:
Risolvendo
il precedente sistema rispetto ad a,b e c e procedendo in maniera analoga per
i prodotti P2 e P3 si perviene ai seguenti risultati:
I
precedenti numeri sono rispettivamente il coefficiente di portanza (o
di resistenza), il numero di Reynolds (Re), il numero di Mach
(M). Possono essere determinati altri numeri adimensionali quali il numero
di Froude, Prandtl, etc. I paramentri adimensionali possono essere
convenientemente sfruttati per analizzare il moto dei fluidi. Il numero di
Mach, ad esempio, rapporta la velocità di un flusso rispetto a quella del
suono nel fluido considerato. Quando la velocità del flusso è pari a quella
del suono ci si trova in condizioni critiche (il famoso muro del suono). In
termini adimensionali, le condizioni critiche vengono raggiunte in
corrispondenza di M = 1. La velocità del suono dipende dalla temperatura,
però da un punto di vista adimensionale, il numero di Mach sarà sempre
unitario in corrispondenza delle condizioni critiche indipendentemente dalla
temperatura. Con questo esempio è chiarita la utilità delle grandezze
adimensionali in ambito fluidodinamico. |
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