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ANALISI VETTORIALE ·
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DI CONTINUITÁ ·
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INTRODUZIONE
La
Fluidodinamica è la scienza che studia il comportamento dei fluidi. I fluidi,
in senso ampio, sono tutte quelle sostanze nelle quali le forze
intermolecolari sono tali da garantire un certo grado di moto relativo fra di
esse. I
fluidi possono trovarsi sia allo stato liquido che allo stato gassoso. Nel
primo caso le molecole sono libere di “slittare” l'una rispetto all'altra,
nel secondo, invece, le forze di coesione intermolecolari sono deboli, per
cui le molecole del gas sono libere di percorrere un certo cammino.
Nonostante i gas ed i liquidi appartengano alla stessa categoria, la diversa
entità delle forze intermolecolari determina delle caratteristiche fisiche
diverse. Un
fluido viene matematicamente idealizzato come un mezzo continuo. Questo
equivale ad ammettere che le osservazioni compiute sul fluido in esame
riguardino una scala sufficientemente grande da poter trascurare la natura
discreta (ossia numero finito di molecole) del fluido. Più precisamente, da
un punto di vista fisico, un continuo è una porzione di spazio riempita di
materia in modo tale che una qualunque parte di esso, comunque piccola, è
essa stessa un continuo totalmente riempito di materia. Nell'analisi dei
fenomeni fluidodinamici è utile il concetto di particella di fluido. La particella
di fluido è un volume infinitesimo di fluido considerato alla stregua di un
punto materiale. PRINCIPALI GRANDEZZE FISICHE
Vengono
di seguito riportate le principali grandezze impiegate per descrivere
fisicamente un fluido. Densità
Si
consideri un volume di fluido V in un qualunque punto P dello spazio. Esso
conterrà una certa massa M di fluido. Il rapporto fra la massa ed il volume
V totali di fluido contenuti in una
certa regione di spazio definisce la densità media rM. Il
limite:
definisce
la densità puntuale. Nel caso di fluido omogeneo incomprimibile in
stato di quiete, la densità media coincide con quella puntuale. Si osservi
che il limite va “arrestato” prima che il volume di fluido arrivi a contenere
un numero di molecole tale da perdere il senso di continuo precedentemente
introdotto. La densità è una grandezza che può variare puntualmente e nel
tempo. Risulta:
essendo
x,y,z le coordinate cartesiane del punto in esame, t il tempo. L’unità di
misura è kg/m3. Pressione
Le
molecole di un fluido sono libere di percorrere cammini del tutto casuali
nello spazio. Tale fenomeno è noto come moto Browniano delle molecole.
Essendo il moto casuale, le molecole sono libere di scontrarsi nello spazio,
in particolare possono esserci urti (elastici) fra le molecole e le pareti di
un recipiente che contiene il fluido in esame. Secondo la teoria cinetica dei
gas, la definizione fisica della pressione è data dal numero medio di urti
molecolari per unità di area nell'unità di tempo. Da
un punto di vista pratico, la pressione è definita come forza esercitata da
un fluido in quiete per unità di area di una superficie immersa in esso. Le
pressioni si misurano in Pascal,
ossia in N/m2. Temperatura
Secondo
la teoria cinetica dei gas perfetti in un fluido in quiete la temperatura assoluta
è proporzionale alla energia cinetica media delle molecole. Definita la
costante di Boltzmann KB, risulta:
essendo
T la temperatura assoluta del gas. Considerata la velocità quadratica media
delle molecole v2, e denotata con m la massa delle molecole, è
vera la relazione:
La
temperatura si misura in Kelvin (K). RICHIAMI DI ANALISI VETTORIALE
Per
definire gli argomenti che seguiranno è necessario introdurre dei richiami di
cinematica dei fluidi, la quale fornisce gli strumenti in grado di descrivere
il moto dei fluidi. Le grandezze e/o gli operatori che intervengono nella
descrizione cinematica di un fluido sono di tre tipi: -
scalari -
vettoriali -
tensoriali In
un campo scalare, una generica grandezza è completamente definita in un punto
qualsiasi del campo in un qualunque istante di tempo da un singolo numero. In
un campo vettoriale, una generica grandezza è definita da più elementi, in
funzione delle dimensioni dello spazio vettoriale in cui si opera. Se le
grandezze, scalari o vettoriali, sono indipendenti dal tempo, il campo si
dice stazionario. I tensori sono degli operatori che per l'appunto- operano
su altre grandezze come, ad esempio, i vettori. Si introducono brevemente
alcuni concetti di base nell’analisi del moto di un continuo necessari per
poter definire matematicamente l’equazione di continuità. Sia
fissato un generico riferimento nello spazio. Si consideri una particella di fluido
in moto lungo una generica traiettoria (Figura 1). Considerati due istanti di
tempo t0 iniziale e t generico è possibile associare a tale
particella due raggi vettore, o vettori posizione, che descrivono
rispettivamente la posizione di tale particella al tempo t0 e t.
Figura 1 Siano
essi R(X,Y,Z) ed r(x,y,z). Considerata una
terna di riferimento cartesiano, il vettore r è esprimibile in funzione dei versori i1,i2,i3 associati a tale terna:
La
precedente formula può essere espressa facendo uso della notazione di
Einstein in forma compatta:
Un
aspetto molto importante nell'analisi dei fluidi sono le derivate temporali
di grandezze scalari, vettoriali e tensoriali che vengono di seguito
introdotte. Si consideri una grandezza F (scalare, vettoriale o tensoriale)
che sia funzione dello spazio e del tempo che rappresenti una generica
proprietà del fluido. F può essere espressa come F(R,t) o F(r,t). La
trasformazione che consente di passare da r ad R o da R ad r è detta Jacobiano, ed ha espressione:
Si
suppone che lo Jacobiano sia sempre definito in ogni punto dello spazio e ad
ogni istante di tempo. Si fa notare che le grandezze in grassetto o barrate
sono vettori. Sono possibili due derivate temporali della funzione F:
La
prima derivata rappresenta la variazione di F nel tempo rispetto ad un
osservatore fisso, la seconda rappresenta la derivata materiale o sostanziale
di F, ossia la variazione di F nel tempo vista da un osservatore che si muova
con il fluido. Le
velocità ottenute derivando R
rispetto al tempo sono dette velocità Lagrangiane, quelle che utilizzino r sono dette Euleriane. Analogamente
si procede per le accelerazioni. E’ possibile definire un legame fra le
grandezze Lagrangiane e quelle Euleriane. Viene
di seguito introdotto il gradiente di un vettore (anch’esso è un vettore per
definizione):
Considerata
la espressione dell'accelerazione Euleriana:
la
derivata d/dt rappresenta la derivata temporale totale. Applicando la regola
di derivazione a catena alla precedente espressione si ottiene:
o,
equivalentemente:
Tenuto
conto della definizione data di gradiente e tenuto conto della
rappresentazione cartesiana del vettore velocità u, si introduce la
derivata sostanziale Euleriana:
E'
possibile dimostrare che l'operatore gradiente, dato un vettore u, gode della seguente proprietà:
In conseguenza di ciò la derivata sostanziale D/Dt
assume forma:
L'operatore:
o
e'
detto derivata sostanziale. E' da osservare che d/dt e D/Dt sono lo stesso
operatore. La differenza di notazione fu introdotta da Stokes per evidenziare
la necessità di distinguere i termini convettivi da quelli locali
dell'accelerazione. Considerati
un campo di moto di un fluido ed una linea, se la linea risulta essere
tangente in ogni suo punto alla velocità del fluido, allora essa prende il
nome di linea di corrente. Le linee di corrente sono definite in un istante
di tempo t, essendo la velocità del fluido definita dal vettore posizione e
dal tempo stesso. La
linea percorsa da un punto materiale si chiama traiettoria. Se la velocità
non e' funzione del tempo, si parla di moto stazionario o permanente. Si
richiama ora il teorema della divergenza, anche detto teorema di Gauss.
Considerato un vettore di velocità u,
esso e' esprimibile, in un generico riferimento, come u(ux,uy,uz) o,
alternativamente, come u(u,v,w).
Si definisce divergenza di un vettore v
lo scalare:
Dato
un vettore v il teorema della
divergenza afferma che:
La
divergenza si può essere interpretata fisicamente come il flusso di un
vettore attraverso un volume unitario. Si definisce rotazionale di un vettore
un vettore, usualmente indicato con le notazioni equivalenti:
definito come segue:
EQUAZIONE DI CONTINUITÁ
Con
l’applicazione dei concetti e degli operatori precedentemente esposti è
possibile determinare la equazione di continuità. Essa e' una equazione
basilare nell’analisi dei problemi di fluidodinamica e consente, inoltre, una
prima classificazione dei fenomeni fluidodinamici in relazione alla loro
maggiore o minore comprimibilità. Si consideri un volumetto di fluido
all'istante t0. Esso avrà volume infinitesimo dV0 pari
a:
essendo
dX1, dX2, dX3 le dimensioni del cubetto
all'istante di riferimento iniziale. Ad un generico istante di tempo t il
volume sarà dV. Il cambiamento di volume può essere espresso matematicamente
come:
Si ricorda che il prodotto misto di tre vettori a
(bxc) equivale all'area del parallelepipedo avente lati pari ai moduli dei
tre vettori. In conseguenza di ciò e' possibile scrivere:
essendo
J lo Jacobiano definito nell'equazione (7). Si richiamano ora la formula di
Eulero, di cui si omette la dimostrazione, ed il teorema del trasporto di
Reynolds. La formula di Eulero afferma che la rapidità con cui varia il
Jacobiano rispetto al tempo e' data da:
Il
teorema del trasporto di Reynolds e' estremamente importante in quanto
consente di trattare grandezze variabili nel tempo come se fossero fisse. Sia
data una proprietà generica F del fluido riferita all'unita' di volume. Sia F
= F(r,t) la generica espressione di tale proprietà. Considerato un volume di
controllo V(t) variabile nel tempo, il cumulativo di tale proprietà nel
volume sarà:
dove
dv = dv(t), essendo anch'esso variabile nel tempo. La rapidità con cui questa
grandezza varia nel tempo e' esprimibile attraverso la derivata:
Il
problema associato all'ultimo integrale e' che l'infinitesimo di integrazione
dv non e' fisso nel tempo, di conseguenza e' impossibile calcolarlo così come
appare nella (28). In virtù della (25) e (26), e svolgendo la derivata
temporale, si ottiene:
ossia:
Quindi:
ovvero, in base
alla (25):
E'
adesso possibile enunciare la equazione di continuità. Considerato il teorema
di Reynolds, se la proprietà in questione e' la densità, la conservazione
della massa contenuta in un volume di fluido V porta a scrivere:
La
(33) e' valida per qualunque volume v(t), per cui e' valida sempre e
risulta:
La
(34) e' la forma differenziale della equazione di continuità. Per flussi
stazionari essa prende forma:
che,
nelle ulteriori ipotesi semplificative di incomprimibilità del fluido
(densità costante), diventa:
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