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COMPUTAZIONALE ·
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EVOLUZIONE
DELLA FLUIDODINAMICA
In
natura avvengono molti fenomeni che possono essere convenientemente sfruttati
dall’uomo. I fluidi – ad esempio - possono essere impiegati per produrre
energia, per trasportare beni e persone con gli aerei, oppure possono essere
studiati per comprendere meglio i meccanismi della meteorologia, o
dell’azione delle onde del mare sulle coste. La
fluidodinamica è la scienza che studia il comportamento dei fluidi. Data la
vastità dell’argomento, è possibile una prima classificazione delle
fenomenologie osservate in base alla natura dei fluidi: ci sono i liquidi e i
gas. Lo studio dei liquidi è affrontato dall’idrodinamica, quello dei gas
dall’aerodinamica e dalla gasdinamica. Benché
ciascuna branca sia caratterizzata dalle sue peculiarità, è possibile
stabilire leggi comuni che verranno poi particolarizzate al caso in esame. Ad
esempio, l’equazione di conservazione della massa vale per tutti i fluidi,
comprimibili ed incomprimibili, liquidi o gas, e può essere semplificata in
taluni casi. Fino
agli anni Settanta circa lo studio della fluidodinamica era soprattutto
teorico, essendo di fatto impossibile la risoluzione analitica o numerica
delle equazioni che ne reggono i relativi fenomeni fisici. A partire da quel
periodo la fluidodinamica si è divisa in due strade parallele: la
fluidodinamica classica e quella numerica. La
fluidodinamica classica presuppone lo studio analitico e fornisce modelli di
problemi le cui equazioni sono spesso non lineari. La
fluidodinamica numerica (detta anche CFD, Computational Fluid-Dynamics)
affronta squisitamente la risoluzione numerica dei problemi posti dalla fluidodinamica
classica. La
fluidodinamica numerica è ancor oggi oggetto di viva ricerca nel mondo
intero, coinvolgendo essa informatica, fisica e matematica. Nella seconda
metà degli anni ottanta, a seguito di uno sviluppo impressionante delle
capacità risolutive della fluidodinamica numerica, si riteneva che “…Fra
dieci anni non ci sarà più bisogno delle gallerie del vento”. I
fatidici dieci anni sono passati, e tutt’oggi le gallerie del vento sono
impiegate nella progettazione di aerei, autovetture, camion, treni e navi.
Resta vero, però, che il numero di ore spese in galleria del vento è
sensibilmente diminuito proprio grazie all’affiancamento del computer ad
essa, e si tenga presente che gli esperimenti in galleria sono costosi. Lo
sviluppo dei microcomputer ha portato ad un netto abbassamento dei costi
hardware, e la potenza di calcolo di un portatile odierno è paragonabile a
quella dei mainframe dei primi anni Novanta. Ciò ha contribuito al successo
che stanno avendo i programmi commerciali di fluidodinamica numerica,
consentendo di introdurre tale scienza anche in ambienti esterni a quelli di
ricerca o dediti ad applicazioni aerospaziali. E’
certo che i prossimi anni vedranno sempre più lo sviluppo e l’uso della
simulazione numerica quale comune strumento progettuale, ma il momento in cui
si abbandoneranno per sempre le gallerie del vento non è ancora giunto. IMPORTANZA
DELLA FLUIDODINAMICA COMPUTAZIONALE
La
Fluidodinamica Computazionale si occupa dello studio di metodi, tecniche
e algoritmi che consentono di simulare il comportamento dinamico dei fluidi
in complessi problemi fisici. Tale simulazione consiste nell’elaborazione
numerica di sofisticati modelli matematici che descrivono l’evoluzione
temporale del fluido attraverso i suoi parametri fluidodinamici fondamentali:
velocità, pressione, temperatura, densità. Il ricorso alla simulazione
numerica in fase di progetto si rende necessaria laddove, la necessità di
eseguire previsioni ad analisi su un elevato numero di casi di studio,
consente di eliminare, almeno nelle fasi iniziali, la realizzazione di
numerosi prototipi. Nella pratica, questo strumento di simulazione virtuale,
è in grado di fornire risposte coerenti con la realtà, in tempi e costi
decisamente ridotti rispetto a quanto necessario per realizzare la
sperimentazione fisica. È questo infatti uno dei principali motivi che rende
la CFD un mezzo estremamente vantaggioso in sede di analisi progettuale: essa
permette di eseguire, in maniera relativamente semplice e, in ogni caso,
sempre più semplice rispetto all'indagine reale, parametrizzazioni per
differenti configurazioni iniziali, sia per geometrie, che per condizioni al
contorno, consentendo di valutare le risposte dei componenti in esame a
condizioni operative vicine alla realtà fisica. Un altro grande vantaggio
della CFD è l'indipendenza rispetto al fattore di scala: questo permette
l'eliminazione dei problemi, a volte molto importanti o di difficile e
costosa risoluzione, di visualizzazione dei parametri fluidodinamici nella
simulazione su prototipi reali. Il modello geometrico da analizzare al
computer viene realizzato definendo le superfici che racchiudono il dominio
di fluido da esaminare. Ora, mentre nei programmi di analisi strutturale
l'oggetto da schematizzare con una mesh è la parte solida, quella che viene
disegnata con il CAD (per esempio, un cilindro per la pila di un ponte),
nelle analisi fluidodinamiche, ciò che interessa è tutto meno il corpo stesso
(Figura 1), il quale, in questo caso, funziona da confine per il fluido
(nell'esempio del ponte, ciò che importa è il volume di fluido racchiuso tra
la superficie del volume di controllo e la superficie del cilindro stesso).
Il dominio di fluido così definito viene meshato, in maniera automatica o
meno, e tutto continua come per le altre procedure di tipo numerico (Figura
2).
Figura 1
Figura 2 Per questo motivo
la Fluidodinamica Numerica costituisce uno strumento indispensabile per
progettisti e ricercatori nei settori aeronautico, automobilistico,
motoristico, elettronico, spaziale, navale, dell'industria di processo,
dell'energia e dell'ambiente, dell'industria degli elettrodomestici e della
bioingegneria. CFD
E CALCOLO AD ALTE PRESTAZIONI
La
Fluidodinamica Computazionale è da sempre considerata una delle applicazioni
principali del Calcolo ad Alte Prestazioni (CAP), sia per la ricerca di
base, sia per la ricerca applicata. Anche la più semplice applicazione di
Fluidodinamica Numerica necessità di milioni di variabili, in interazione non
lineare, per poter essere simulata in modo corretto. E' possibile
caratterizzare le applicazioni di questo tema in funzione di alcune tecniche
ben precise, quali: -
il grado di approssimazione del modello fisico-matematico di riferimento; -
il tipo di griglia necessaria alla simulazione ; -
l'incompressibilità del fluido; -
il numero di costituenti attivi e passivi nel fluido; -
l'algoritmo numerico necessario alla simulazione. Per
grado di approssimazione del modello di riferimento si intende la validità
riconosciuta a priori relativamente al modello utilizzato. In molti casi,
infatti, è necessario nelle applicazioni di Fluidodinamica Numerica
utilizzare un modello che descriva quella parte del moto del fluido non
esplicitamente rappresentata dalla simulazione. Tale necessità deriva in gran
parte dal meccanismo di dissipazione di un fluido, che non sempre può essere
simulato rigorosamente e che, pertanto, deve essere approssimato con
opportune formulazioni fenomenologiche, includendo, eventualmente,
informazioni di tipo sperimentale e osservativo. Altro
elemento importante in Fluidodinamica Numerica è la necessità o meno di
utilizzare griglie non regolari per descrivere il comportamento del fluido.
E' questo il caso, ad esempio, dei flussi nei mezzi porosi e nelle
applicazioni di aerodinamica. L'utilizzo di griglie non regolari aumenta la
qualità della simulazione, e necessità di opportune ottimizzazioni sia
rispetto al problema da risolvere, sia rispetto al grado di approssimazione
del modello utilizzato: è inutile disporre di una griglia che risolve i più
fini dettagli di una automobile se il modello che si vuole utilizzare
presenta a priori incertezze troppo elevate. L'incompressibilità del fluido
caratterizza in modo univoco due possibili tipologie di applicazioni
fluidodinamiche. Per fluidi incompressibili e debolmente incompressibili, le
fluttuazioni di densità del fluido non costituiscono un problema di
simulazione numerica. Viceversa, nel caso in cui è prevedibile la formazione
di onde di shock è necessario ricorrere a particolari tipologie di
simulazione che descrivano l'onda di shock e il suo effetto nel fluido. Altra
caratteristica fondamentale concerne il numero di componenti attive e passive
nel fluido. Per componente passiva si intende una grandezza trasportata dal
moto del fluido che non esercita nessuna influenza sul fluido stesso, ad
esempio il moto di un inquinante non reattivo nell'atmosfera o nell'oceano.
Per componente attiva si intende, viceversa, una grandezza che è trasportata
dal fluido e che esercita, a seconda del valore in un punto, una forza sul
fluido stesso. Un
esempio di questo tipo è la temperatura nei moti atmosferici. Esistono poi
situazioni in cui più componenti passive possono interagire chimicamente fra
di loro provocano forze che mettono in movimento il fluido stesso. Caso
classico in questo senso è il fenomeno della combustione. L'algoritmo di
simulazione è una caratteristica che dipende esclusivamente dalla altre
caratteristiche descritte e, in molti casi, dalla tipologia di
supercalcolatore a disposizione. Da
questo punto di vista, è bene notare che non esiste un algoritmo ottimale per
una data applicazione di Fluidodinamica Numerica, in quanto raramente il
grado di accuratezza del modello e la sua descrizione in termini di griglia
risultano essere sufficientemente accurate da individuare in modo univoco la
formulazione algoritmica più adeguata. La precisione numerica richiesta deve
essere commensurata al tipo di simulazione da effettuare. APPLICAZIONI
DELLA CFD
Da
questa breve disanima delle caratteristiche delle applicazioni della
Fluidodinamica Computazionale, si evince la grande varietà di problematiche
interdisciplinari che sono proprie di questo tema applicativo.
Nell’Ingegneria la Fluidodinamica Computazionale trova importanti
applicazioni in ambito Aerospaziale, Meccanico, Nucleare e Industriale in
genere. Oltre
che ad ambiti strettamente ingegneristici, la CFD trova interessanti
applicazioni anche in altri settori. Nel seguito è presentata una
classificazione dei sottotemi applicativi che è stata realizzata considerando
raggruppamenti relativamente omogenei rispetto alle caratteristiche tecniche
indicate precedentemente. Fluidodinamica
Incompressibile
ll
sottotema è caratterizzato dall'insieme di applicazioni di turbolenza
sviluppata, ivi inclusi il trasporto e diffusione di sostanze passive. In
questo sottotema rientrano tutte le applicazioni di turbolenza negli strati
limiti, di controllo della turbolenza, di trasporto di inquinanti. Aerodinamica
Il
sottotema è caratterizzato dall'insieme di applicazioni tipiche dell'aerodinamica
industriale sia compressibile che incompressibile. In questo sottotema assume
rilevanza non marginale disporre di buoni prodotti per la configurazione
della griglia di simulazione, che deve essere adattata con sufficiente
precisione ai dettagli della forma in considerazione. Fluidodinamica
dei mezzi porosi
A
questo sottotema afferiscono sia le simulazioni per la gestione delle falde
acquifere, sia le simulazioni per la gestione dei flussi di estrazione dei
giacimenti petroliferi. Le applicazioni in entrambi i settori sono
caratterizzate da necessità di calcolo estremamente elevate e utilizzano,
spesso ma non sempre, griglie di simulazione adattate alla caratteristiche
del sottosuolo. Geofluidodinamica
L'insieme principale delle applicazioni in
questo sottotema afferisce alla Meteorologia e all'Oceanografia Fisica. In
particolare i modelli di simulazione e previsione meteorologica sono da
sempre considerati gli archetipi del Calcolo ad Alte Prestazioni. A
differenza dei sottotemi precedenti, in questo tipo di applicazioni si
utilizzano griglie regolari, anche in quelle applicazioni definite ad area
limitata. Infine appartengono a questo sottotema anche le applicazioni di
Idrologia Superficiale, caratterizzate negli ultimi anni da un notevole
incremento nelle necessità di utilizzo di Calcolo ad Alte Prestazioni. |
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